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Aveva ragione Manfredi: dopo i vent'anni provi già nostalgia di quello che eri, altrimenti non si capisce perché ci sono quei tizi che vengono al liceo a salutare i professori, malgrado facciano l'università o già lavorino, e ti chiedi cosa gliene importa a questi di venire in quel carcere a fare i salamelecchi a gente che magari li aveva umiliati e trattati a pesci in faccia, perché quando sei finalmente fuori, sei libero di vendere cellulari o fare il cantante o il giocatore di basket, senza un giudice in cattedra che ti dice cosa è bene e cosa è male e ti dà il voto all'esistenza, perché ti senti in dovere di tornare a vedere com'era quando passavi il tuo tempo tra quattro pareti scrostate e banchi di legno sbrecciato?
Perché vieni a salutare il tuo aguzzino, se non per una inesprimibile, dolorosa nostalgia di quando eri nell'età del godimento e non lo sapevi?
Paola Zannoner - L'invisibile linea d'argento
...mi lascia fare anche se sbaglio a farmi male, senza insultarmi..
non come te che invece, hai cancellato in un momento
tutto quanto.
Ed è rimasto dentro te soltanto il peggio per uno sbaglio ed un momento in cui mi son sentito solo,
senza coraggio...
Ma la notte so che pensi a me amore,
nel buio cerchi sempre le mie mani, no...
Non fingere di stare già, già bene... di colpo non si può dimenticare.
Niente di così profondo e intenso o almeno penso.
Modà - La notte
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